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Una Igloo per F 100

La fotocamera, chiaramente derivata dal corpo F 5, ma più economica e di dimensioni più compatte, in pratica è in grado di offrire tutte le avanzate funzioni della sorella maggiore, fra cui anche il suo eccezionale autofocus multizonale, che finalmente dà la possibilità di scegliere nel mirino il punto in cui si vuole avere il fuoco. È una funzione da non sottovalutare, che amplia enormemente le possibilità e l’efficienza delle funzioni Af. Basta solo abituarsi ad usare il pollice sul dorso della fotocamera per scegliere il punto di messa a fuoco sull'apposito nottolino, situato, peraltro, in posizione molto ergonomica ed intuitiva.
Quando si fotografano scene in rapido movimento, la fotocamera può essere anche regolata in modo da elaborare da sola la traiettoria e la velocità del soggetto inquadrato, scegliendo automaticamente quale dei cinque sensori Af mettere in moto, sì da calcolare (e anticipare) anche il punto di fuoco in cui esso verrà a trovarsi al momento del prossimo scatto. Il risultato di tutto questo è la possibilità reale di scattare sequenze con motore a raffica e avere sempre una messa a fuoco perfetta sul soggetto in movimento: particolare molto importante per i fotografi di sport, tanto per fare un esempio. Anche la velocità e l’accuratezza dei sensori Af montati sullaF 100 sono state migliorate rispetto ad altre fotocamere precedenti, come la F 801 o anche la F 90X, dando finalmente la possibilità al fotografo di concentrarsi solo sullo scatto e sull’inquadratura e lasciando risolvere le beghe tecniche alla fotocamera.
Tutto questo può sembrare inutile in fotosub, ma di fatto non è così. Spesso ci troviamo, infatti, in situazioni imprevedibili, in cui magari un bell’animale ci gira intorno di continuo, variando sempre la distanza con la nostra fotocamera e creandoci un mare di problemi nel regolare la giusta messa a fuoco. Sono casi forse non comunissimi, in cui mettendo a fuoco manualmente scatteremmo una buona metà delle foto inevitabilmente fuori fuoco, dal momento che non avremmo il tempo di focheggiare con calma. I grandangolari più spinti per fortuna fanno miracoli in tal senso, ma con gli zoom il discorso si fa più complesso e rischioso.
Anche in macro può risultare estremamente comodo scegliere il miglior punto di messa a fuoco Af con il semplice tocco di un pomello a portata di dito. L’unico limite che la F 100 ha nei confronti della F 5 è l’impossibilità di cambiare mirino, e quindi non può montare i comodi mirini d’azione che, con la maschera, ci permettono una splendida visione ingrandita del campo inquadrato. Ma se è vero che con un mirino d’azione si inquadra meglio, è anche vero che lo stesso costa un’enormità (il solo mirino d’azione della Nikon F 5 costa quasi quanto il corpoF 100) e ingombra parecchio di più, costringendoci a portare in acqua e in viaggio custodie più ingombranti e più pesanti.
La soluzione del problema, ormai sperimentata con successo da tanti fotografi subacquei, è quella di usare una custodia che abbia un buon lentino magnificatore dietro l’oculare, in grado di consentirci una visione un po’ rimpicciolita del campo inquadrato, ma molto comoda e accurata. Su questa strada si sono mossi, negli ultimi anni, un po’ tutti i costruttori di custodie subacquee.

 
 
 

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