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Indice degli argomenti

Introduzione
Immersioni in apnea
Immersioni con ARA
Conoscere il nostro corpo
La pressione e i suoi effetti
Respirazione, consumi e autonomia
- La legge di Henry
- L'autonomia
- Le miscele
Il tempo di immersione
Gli incidenti
La legge di Henry
La legge di Henry

Cosa succede quando si respira aria in pressione ? Cos'è la decompressione ? Quando un gas esercita una pressione sulla superficie di un liquido, vi entra (in soluzione) finché avrà raggiunto nel liquido la stessa pressione che esercita sopra (Saturazione). Se la pressione del gas sopra la superficie del liquido diminuisce (o cessa) il gas disciolto esce dal liquido, cioè torna allo stato gassoso, (desaturazione) fino al riequilibrio con la pressione esterna (nuovo stato di saturazione). La quantità di gas che entra in soluzione nel liquido è direttamente proporzionale alla pressione che il gas esercita sulla superficie del liquido. Per esempio, l'acqua minerale potrà essere più o meno gassata secondo la pressione che il gas (in questo caso l'anidride carbonica) esercita su di essa. Per tutto il tempo in cui respiriamo aria in pressione questa entrerà nel sangue che porterà l'azoto in tutti i tessuti del corpo (l'ossigeno non ci interessa perché viene consumato). Finché restiamo sott'acqua l'azoto continuerà ad entrare nel sangue e quindi in tutto il corpo. Quando iniziamo la risalita per uscire dall'acqua avremo nel corpo una tensione d'azoto superiore alla pressione nei polmoni; ci troveremo cioè dell'azoto disciolto nei tessuti che va espulso.In risalita, con il diminuire della pressione l'azoto accumulato tenderà a liberarsi sotto forma di bolle (come quando si apre una bottiglia di acqua gassata); queste bolle in risalita si espandono secondo la legge di Boyle e Mariotte. Per farle uscire bisogna aspettare che il sangue le trasporti ai polmoni dove potranno essere eliminate mediante la respirazione; la risalita dovrà quindi essere lenta: 10 metri al minuto. Il nostro corpo resiste ad una tensione di azoto circa doppia rispetto alla pressione, dopodiché incorreremo nella malattia da decompressione.Le tabelle di decompressione non fanno altro che tenerci sott'acqua, alle quote opportune e per il tempo necessario, per farci liberare dall'azoto in eccesso, e cioè per farci abbassare la tensione in modo che non venga mai superato il rapporto critico (2:1). Dopo l'uscita dall'acqua rimane nel corpo una certa quantità di azoto ancora da espellere; infatti ci vogliono 12 ore per essere completamente desaturati. Il rapporto 2:1 e le 12 ore di desaturazione sono una teoria di Haldane dei primi del 1900. Molti studi sono stati fatti da allora e oggi sappiamo che le cose sono in realtà un pò più complesse; proponiamo comunque questa tesi perché di facile intuizione. L'azoto ancora da espellere ci impone di non fare apnea dopo l'immersione, di non fare sforzi fisici e di non salire in quota (elicottero o aereo) e nel caso di una eventuale seconda immersione entro 12 ore, ci impone delle ulteriori limitazioni.

 
 
 

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