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Indice degli argomenti

Introduzione
Immersioni in apnea
- Atrezzatura
- Pesata
- Pinneggiare
- Sommozzare
Immersioni con ARA
Conoscere il nostro corpo
La pressione e i suoi effetti
Respirazione, consumi e autonomia
Il tempo di immersione
Gli incidenti
Atrezzatura
La maschera

Esistono principalmente due tipi di maschere: a grande e a piccolo volume interno. Le prime sono preferite da chi pratica immersioni con autorespiratore, in quanto in genere hanno un ampio campo visivo, mentre le seconde sono preferite da chi pratica l'apnea, per il ridotto volume interno. Un'altro aspetto da valutare è la tenuta della maschera sul viso: con una leggera inspirazione la maschera dovrà rimanere sul viso senza lasciare filtrare aria dall'esterno. Il cinghiolo deve permettere una regolazione rapida anche in acqua e con i guanti. L'alloggio per il naso deve essere confortevole e deve facilitare la compensazione. Il materiale più frequentemente usato per la produzione delle maschere è un derivato del silicone.

Le pinne

Come le maschere anche le pinne si dividono in pinne da snorkeling, da apnea e da ARA. Inoltre ci sono due categorie: a scarpetta chiusa oppure con il cinghiolo. In quest'ultimo caso le pinne devono essere indossate con i calzari. Le pinne hanno lo scopo di facilitare lo spostamento con il minimo sforzo. I materiali variano dalla gomma, al poliuretano, termoplastica, grafite, fibre di carbonio e altri composti vari. Le pinne galleggianti sono difficilmente perdibili ma possono dare uno scomodo senso di innalzamento delle gambe durante il nuoto. Una pinna con assetto neutro potrebbe essere un buon compromesso. Le pale possono essere più o meno lunghe e rigide: pale larghe e poco flessibili aumentano la velocità, ma richiedono maggiori sforzi muscolari. Le pinne con cinghiolo vanno acquistate simultaneamente alle scarpette per provare la calzata.

Lo snorkel

Esistono diversi snorkel disponibili sul mercato. Le caratteristiche più importanti riguardano la morbidezza del boccaglio, per la massima comodità della bocca, e la bassa resistenza alla respirazione. Il tubo può essere sia rigido che flessibile e l'apertura superiore può avere un dispositivo che non permette agli spruzzi d'acqua in superficie di entrare nello snorkel.

Le mute

Il calore del corpo umano in acqua si disperde ben 25 volte più velocemente che nell'aria. In acque tiepide lo scopo principale della muta è di proteggere dal sole e dall'ambiente. In questi casi possono essere di materiali come la lycra, il nylon o il polipropilene. Con le mute umide, realizzate in neoprene espanso, il corpo si bagna, ma l'acqua che entra nella muta ristagna e si scalda a contatto con il corpo e diminuisce la dispersione del calore. Tali mute vanno dai 2 ai 7 millimentri e sono disponibili nelle versioni a uno o due pezzi. Da tenere in forte considerazione è la vestibilità (non si devono creare pieghe) e l'aderenza sui polsi, caviglie e collo, per non permettere all'acqua di circolare. La muta umida è particolarmente indicata in acque con temperature coprese tra i 16°C e i 24°C, mentre il cappuccio è obbligatorio al di sotto dei 18°C. Per temperature inferiori è consigliabile la muta stagna, che offre una protezione completa, mantenedo il corpo asciutto. Hanno una frusta di collegamento con il primo stadio per l'immissione di aria che compensa l'aumento della pressione ed evita la collassazione della stessa sul subacqueo, che potrebbe sentirsi come pizzicato.

I pesi

Il loro scopo è di bilanciare la spinta di galleggiamento data dalla muta e dal resto dell'atrezzatura. Da tenere presente che la galleggiabilità in acqua salata è maggiore che nelle acque dolci, per cui si dovrà tenere conto di questo fattore per una corretta pesata. Il materiale più comune per la cintura è nylon intrecciato. La fibbia non deve essere di un materiale soggetto a corrosione e deve essere facilmente apribile con una sola mano.

 
 
 

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